Contenuti per adulti
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Il margine è breve. Il bordo della pagina stringe troppo la vita. Il margine della bellezza è risicato. Soffoca. Perché a volte non basta dire una parola ed io sarò salvato. Lasciare sempre uno spazio vuoto attorno a qualcosa. Di questo mi occupo. Uno spazio enormemente piccolo e bianco e uno celeste là sopra. Lasciare un certo margine di sé, affinché faccia da argine tra il testo e l' anima del lettore. Impostare la voce a una giusta distanza, di modo che possa parlare anche la dimensione e non solo il mio silenzio. Word di solito mi lascia tempo per farlo, mi dà un margine di preferenza che di default si attesta a circa 2–2,5 cm a destra, sinistra, sopra e sotto; ma così facendo il testo non arriva “a filo” con il bordo ma neanche col mio sogno. Ogni secondo è questo tipo di luogo che manca. Ma io accado oltre, anche senza me stesso, purché non abbia nessun margine di guadagno ogni mia sicurezza perduta. Sogno la parte più esterna di questa superficie libera. Ne aumento gli spazi vuoti per comprimerli all’ estremo, e mi lascio ancora margine, qualcosa in più di una mancata certa bellezza. Mi lascio sempre ampio margine di errore per non sbagliare di piacere alla bellezza. Marginale ma non superfluo. Flessibile all’ orlo e con qualche sbavatura qua e la, per rientrare dai bordi quando sarò tutto finito nei margini dell’ universo.